venerdì 20 maggio 2011

Pagare le tasse, se almeno fosse più facile........

Si avvicina il tempo della presentazione della dichiarazione dei redditi che in pratica, per chi parla come mangia, significa pagare le tasse.
Pagare le tasse è qualcosa che nessuno fa mai realmente volentieri, per quanto si possa proclamare che è giusto, che lo si deve fare per il bene “della collettività”, che è un dovere collettivo, che è un atto (anzi, forse l’atto) tangibile della coesione sociale. Qualcuno infatti dice che le tasse sono come la morte, arrivano implacabili per tutti, qualche altro che sono come la droga.
La cosa certa è che i governi, tutti i governi devono imporre delle tasse per funzionare sapendo che i cittadini, tutti i cittadini poveri e ricchi, per quanta “pedagogia” sull’importanza e l’utilità si possa fare, storceranno sempre il naso e sempre avranno dei mal di pancia quando si viene al dunque del pagamento, piccolo o grande che sia.
I governi però possono adottare dei comportamenti per rendere meno amara la pillola. Uno è quello di utilizzare bene le tasse spese fornendo servizi ai propri cittadini, che, se pure sempre con difficoltà, possono rallegrarsi vedendo quando i denari dati allo stato ritornano sotto forma di servizi, per sé e per gli altri. Siccome se dovessi scrivere di come nel nostro paese si potrebbero usare le nostre tasse per scopi utili e graditi alla cittadinanza dovrei licenziarmi dal lavoro e scrivere un tomo di dimensioni bibliche preferisco soffermarmi su un altro punto. Voglio infatti considerare un secondo aspetto: la facilità del pagamento. Se infatti si deve pagare, che almeno la dichiarazione dei redditi e quindi il modo di pagare sia semplice ed accessibile, senza troppi timori di sbagliarsi o senza dover fare un corso in economia e commercio (o meglio, dover pagare un commercialista per pagare, “cornuti e mazziati”, insomma). L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione on-line un software che permette di compilare direttamente dal proprio pc I principali modelli per la dichiarazione dei redditi. Il fatto è che considerate il livello di complicazione del nostro sistema ci vorranno come minimo un esperto tributarista e un esperto in informatica!
Per trovare un esempio dove sia facile pagare le tasse non bisogna andare molto lontano, basta passare le Alpi e recarsi in Francia. Come si pagano qui le tasse? Facilissimo, arriva una dichiarazione già riempita dal fisco, che recepisce direttamente dal datore di lavoro i guadagni, li integra con altre informazioni (i redditi di capitale, ai redditi finanziari, le plusvalenze, i redditi da lavoro autonomo, in altri termini tutti i redditi il cui esatto ammontare è conosciuto soltanto dal contribuente) e tutto è pronto!  Si può chiaramente modificare e integrare se ci sono differenze, ma in genere è tutto corretto e non si deve fare altro che rimandarla al fisco (anche online). Se poi si hanno dubbi, domande, situazioni particolari, è molto facile. Esistono dei centri pubblici che offrono gratuitamente assistenza. Basta andare, fare un po’ di coda e si hanno tutte le risposte ai propri dubbi. In caso di domande più facili è anche possibile solamente telefonare o mandare una mail (è preferibile la seconda per perdere meno tempo ed avere sempre una risposta).
Se poi si vuole essere ancora più certi o si hanno situazioni più complicate (sicuramente il caso dei lavoratori autonomi) nel mese che precede la scadenza della consegna della dichiarazione delle imposte, l’associazione dei commercialisti francesi mette a disposizione degli sportelli di consultazione per i cittadini. Gratis. C’è da notare come il numero dei commercialisti in Francia sia circa sei volte inferiore di quello dei commercialisti in Italia (17mila contro 110mila per una popolazione pressochè simile). A pensar male si direbbe che complessità e cavilli siano un vantaggio per una categoria e che mantenere lo status quo convenga in fin dei conti a qualcuno. Ma la dietrologia spesso prevede menti troppo ingegnose e pensanti, in Italia le situazioni più spesso si determinano da una stratificazione, da una mancanza di visione d’insieme, che poi certamente fa comodo a qualche lobby che ha gioco facile.
Per finire, capita spesso che si debbano avere rimborsi dal Fisco, sia in Italia sia in Francia. Bene, in Francia semplicemente l’anno successivo a quello in cui si è, per esempio, anticipato troppo, si riceve un bonifico direttamente sul proprio conto corrente. Perché in Francia il proprio conto corrente (e tutti sono obbligati ad averlo, tutti quelli che vogliono avere un lavoro e una casa) è “trasparente” al Fisco, sia in entrata sia in uscita.
Pagare le tasse non è mai bello, né tanto meno dover pagare multe al Fisco, ma una dichiarazione che non toglie molto tempo né denari (per non parlare dello stress psicofisico di poter pensare di essersi sbagliati), e la rapidità dei rimborsi, hanno certamente il pregio di “indorare la pillola”. E non è poco!

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