Domanda del secolo: dove si trova la costruzione più importante del Novecento? Qualcuno risponderà nella campagna francese ed è una cappella di cemento armato, e qualcun altro che è poco lontano, nel centro di Parigi: un grande scatolone di tubi, plastica e scale mobili. E non sarà invece in mezzo all’isola di Manhattan, un grattacielo scuro ed elegante, o lontano lontano, in un’isola della baia di Sydney? I più aggiornati indicheranno infine un museo dal balzano aspetto, a Bilbao. Secondo Paul Goldberger, critico del New York Times, l’architettura che riassume il ventesimo secolo non è né la chiesa di Ronchamp di Le Corbusier, né il centro Pompidou di Renzo Piano, né la torre Seagram di Mies e neppure l’Opera House di Jörn Utzon o il Guggenheim di Frank O. Gehry. Per vedere la costruzione del secolo dovrete prendere un aereo, sorvolare l’oceano, atterrare negli Stati Uniti e con un volo interno raggiungere Pittsburgh, in Pennsylvania. Noleggiate una macchina, una di quelle familiari americane coi riporti in simil legno, e guidate a sud per un paio d’ore in mezzo agli Appalachi fino a dove il torrente di Bear Run forma una piccola cascata, quasi al confine con il West Virginia. Ecco qua: c’è una casa sopra la cascata!
Non sono un architetto, purtroppo. Purtroppo perché è qualcosa che mi ha sempre affascinato e per qualche inspiegabile motivo non l’ho nemmeno tenuta in considerazione al momento della scelta del mio percorso di studi universitari. Sarà per la creatività, l’estro, l’inventiva. Sarà per avere a che fare con progetti, creazioni e quindi passione ed emozioni. Sarà perché nell’immaginario comune gli architetti hanno sempre degli studi ipermoderni con design strafigo. Fatto sta che sebbene io non abbia seguito professionalmente questa strada, l’architettura mi ha sempre appassionato e quindi mi sono sempre documentato e ho sempre seguito, sia pur da profano, le storie di alcuni architetti e delle loro creazioni.
Frank Lloyd Wright è sempre stato il mio beniamino. Ricordo ancora la prima volta che mi trovai per le mani un libro che mostrava le sue opere. Era il 1988 ed ero a casa (toh!) di un architetto. Ebbi subito l’impressione che quel tizio americano facesse delle gran belle case.
E così, adesso, volendo scrivere qualcosa sul tema architettura come potrei non partire da lui.. e da quello che è universalmente ritenuto il suo capolavoro, cioè la Fallingwater House, la casa sulla cascata?!
Fallingwater è uno dei capolavori dell’architettura moderna. La casa venne progettata da Wright nel 1936 (completata nel 1939) per i weekend in campagna della famiglia Kaufmann, ricchi proprietari di grandi magazzini a Pittsburgh. E’ immersa nel verde di una foresta e sovrasta una cascata: nonostante i volumi importanti e le forme innegabilmente moderne della struttura, la grande forza estetica di Fallingwater sta nell’integrazione con l’ambiente circostante, che deriva in parte dall’uso di materiali del luogo ma soprattutto dall’eleganza delle proporzioni e dal gioco di contrappunti fra linee orizzontali dell’edificio e verticali della natura intorno. Wright stesso la definì “architettura organica” per l’accordo perfetto tra elementi naturali e artificiali. La casa consiste in una serie di piani a terrazza a sbalzo e sovrapposte, che si richiamano alla stratificazione delle rocce del sito e che aggettano audacemente sopra la cascata creando un eccezionale effetto scenico. La pietra nativa si fonde con le strutture in cemento armato beige (originariamente color albicocca chiaro) che si amalgamano come in un unico impasto; così che la costruzione non può essere immaginata in nessun altro luogo se non in questo. Kenneth Frampton, grande storico dell’architettura la definì così: “il trattamento a sbalzo era stravagante fino a rasentare la follia, un agglomerato di piani miracolosamente sospesi nello spazio, posti in equilibrio a varie altezze”. Al piano principale ed al lato del camino, poggiante su un macigno e fulcro della composizione, si trova il grande soggiorno aperto verso sud e fiancheggiato da due terrazze; sul suo angolo ad est è l'ingresso al quale segue la scala che porta ai piani superiori. La zona giorno occupa il lato nord dell'edificio. Dal soggiorno con una scala si scende al basamento dell'edificio, dove dall'acqua della cascata emergono sagomati sostegni di cemento ed altri elementi portanti, formati da blocchi di pietra locale. La realizzazione di Fallingwater House costò al Signor Kaufmann 155.000 dollari dell’epoca, equivalenti a 2.4 milioni di dollari attuali (con un onorario di circa 120.000 dollari attuali per l’architetto).
Un simpatico aneddoto che spiega la genialità di Wright è quello che descrive la progettazione dell’edificio. Egli ricevette l’incarico e i rilievi topografici nel marzo del 1935. Poi, per sette mesi, non fece assolutamente niente. Un giorno di settembre dello stesso anno Edgar Kaufmann Sr. si trovava a Taliesin, nel Wisconsin, dove Wright aveva lo studio, e incuriosito dall’andamento del progetto gli telefonò per annunciare la sua visita. Con grande teatralità Wright rispose: «La stavamo aspettando, signor Kaufmann» e invitò il suo trascurato, ignaro cliente a pranzare con lui per poi guardare insieme le tavole. Alla fine della telefonata, Wright cominciò a disegnare freneticamente prima dell’arrivo di Kaufmann, per poi consegnare gli schizzi ai suoi collaboratori che, mentre lui pranzava col cliente, prepararono delle tavole più raffinate.E' un breve video di Fallingwater con colonna sonora “So Long Frank Lloyd Wright“ di Simon & Garfunkel, canzone dedicata al maestro....

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