lunedì 3 dicembre 2012

L'elettore etichettato

Le primarie del centrosinistra sono finite da poche ore e dal punto di vista della partecipazione sono senza dubbi state un successo. Lo sono state, a mio parere, un po' meno dal punto di vista dell'immagine.
La vittoria di Bersani, facilmente preventivabile, ha assunto i toni di un successo plebiscitario senza precedenti mentre non credo che per un segretario di partito che tiene in mano tutta la nomenklatura e l'apparato questo sia un risultato così clamoroso. Ho parlato di nomenklatura e apparato perchè con un sistema di primarie come quelle appena concluse sono 2 fattori determinanti.
In prima battuta la nomenklatura del partitone è stata tutta dalla parte del segretario (i parlamentari a favore di Renzi sono il 3%, quindi ripartizione ben diversa rispetto a quella dei militanti) e questo aiuta non poco.
Se il Presidente del Collegio dei Garanti è un certo Luigi Berlinguer, si capisce come non possa essere dalla parte di chi parla di rottamazione e meritocrazia. E infatti il buon Luigi ha fatto di tutto per trovare regole sempre più rigide per impedire che il voto fosse "semplice" e che Renzi potesse avere davvero una chance contro il segretario. Chiaro, se lui, classe 1932, cugino del compianto semidio del PCI Enrico, parlamentare dal 1963 e attualmente (?) parlamentare europeo ha fatto questa carriera lo deve, almeno in parte, al cognome che porta (così come le due figlie di Enirico Berlinguer, Bianca e Laura, giornaliste televisive) e alla sua veneranda età potrebbe lasciar spazio a forze più fresche. D'altronde anche la brillante carriera del figlio Aldo potrebbe suscitare qualche dubbio...
L'altro punto forte è l'apparato: le varie segreterie provinciali erano le strutture materialmente responsabili dell'organizzazione dei seggi, delle registrazioni e delle votazioni. Superfluo dire che l'apparato è tutto dalla parte di Bersani (anche, dico io, per paura di perdere la posizione acuquisita) e anche a livello locale nei seggi si è assistito a situazioni abbastanza "dubbie". 
Non voglio però far mancare a Bersani il giusto plauso: non era da tutti, come segretario, decidere di mettersi in gioco ricorrendo alle primarie che comunque lo hanno obbligato a confronti e scontri duri ai quali, in teoria, avrebbe anche potuto fare a meno vista la sua posizione.
Ciò che però mi ha colpito molto, e negativamente, è stata l'etichetta data agli elettori (ed ecco il perchè del titolo del post). ho sentito più volte dire: la registrazione alle primarie è necessaria per evitare un inquinamento, cioè che elettori di centrodestra partecipino per falsare il risultato del voto e far vincere un candidato più facile da battere da parte del PdL. Io sinceramente sono completamente basito di fronte ad un'interpretazione così rudimentale e volgare della politica "propositiva". Io non sono un elettore di centrdestra nè di centrosinistra: sono semplicemente UN elettore che vorrebbe essere convinto a votare un partito piuttosto che un altro anche in base alla guida di quel partito. Ma scusate, non erano per caso gli stessi santoni della nomenklatura a dire che bisogna premiare le persone???E allora perchè io, semplice elettore indeciso devo votare un partito a prescindere da chi lo guida e dalle idee che ha??? A me questo approccio sembra molto ideologico e poco concreto! Io devo dire, prima di sapere chi vincerà le primarie, che a prescindere da tutto voterò per il PD, poco importa se a guidarlo sarà Renzi con le sue politiche aperte e innovative (apparentemente), Bersani con la sua guida più conservatrice e cerchiobottista o Vendola con le idee di politica Keynesiana (anche se a volte un po' confusa) e attenzione sociale esasperata... Ma davvero??? Davvero siamo a questi livelli?? Ridateci il PCI allora, almeno loro avevano il coraggio di dire quello che pensavano senza girarci attorno e voltare la frittata!
E poi, cos'hanno gli elettori di centrodestra? Sono infetti, che nessuno li vuole... D'altronde se non mi sbaglio se il PD vuole vincere le elezioni, almeno dal punto di vista teorico, siccome le ultime non le ha vinte deve conquistare più elettori e quindi anche quelli che invece hanno votato dall'altra parte.. Perchè un partito per tenersi il suo elettorato altrimenti non farebbe tutto questo casino! O credete che Obama un mese fa abbia detto "se ci sono dei repubblicani qui li prego di non votarmi perchè i loro voti mi fanno schifo"?!?!
Mi permetto di concludere che se davvero si volevano evitare "inquinamenti" bastava fare votare i tesserati, cioè l'apparato, ma in questo modo probabilmente la vittoria di Bersani avrebbe raggiunto risultati bulgari e le primarie avrebbero perso ogni valore.. In questo modo invece si è investita di popolarità una decisione quasi impossibile da ribaltare visti i rapporti di forza...
Applaudo comunque alla prova di apertura che non era assolutamente facile e per l'Italia è già un passo avanti non indifferente rispetto alle abitudini! Spero che andremo avanti per questa strada che è ancora lunga ma indispensabile se vogliamo entrare a far parte dei paesi davvero civili e progrediti!

domenica 17 giugno 2012

L'Italia, il biscotto e la correttezza on-demand


Scrivo adesso, 1 giorno prima della partita di Lunedì, quando l’Italia calcistica conoscerà il suo destino europeo, se cioè avrà l’accesso ai quarti di finale oppure se i nostri dovranno fare le valigie e tornarsene a casa. Il motivo per cui ho deciso di scrivere il mio parere non riguarda di per sé il calcio, in quanto non sono un fanatico che vuol mostrare le proprie capacità di preveggenza, ma voglio sfruttare la capacità del calcio di dare uno spaccato molto preciso del nostro paese.
Lo spunto me lo ha dato un interessante articolo di Carlo Genta, un giornalista che apprezzo e che commentava appunto come la reazione scandalizzata degli italiani ad un probabile accordo fra Spagna e Croazia per eliminarci sia un ipocrita tentativo di ricostruirsi una verginità ormai persa da tempo (se mai esistita…).
Noi, proprio noi italiani, alle prese con un calcio che negli ultimi 5-6 anni si è giocato di più nelle procure che negli stadi, dove abbiamo assistito al peggio del peggio, dove il nome di questo sport è stato preso, sbeffeggiato e gettato ripetutamente nel fango, abbiamo il coraggio di stracciarci le vesti davanti ad un possibile (direi anche probabile) accordo che, badate bene, nel calcio esiste ed è sempre esistito… la regola del “non facciamoci male”… Non lo ha recentemente detto d’altronde anche il nostro capitano che “due feriti sono meglio di un morto”??!?! E allora cosa vogliamo raccontarci? Che il calcio è uno sport con dei princìpi e dei valori alti, che deve sempre vincere il migliore, che occorre onorare la sfida anche quando il risultato non conta più nulla??? Ma per piacere…
Volete proprio che ripeschi qualche esempio che il nostro calcio ci ha mostrato negli ultimi tempi? Non andrò nei particolari e citerò a casaccio:
-        Giocatori che narcotizzano i propri compagni di squadra perché perdano la partita
-        Giocatori che si accordano con la società per un determinato risultato
-        Dirigenti che tengono in scacco arbitri e designatori per pilotare partite
-        Giocatori che danno 1 milione e mezzo di euro ad un gestore di ricevitoria scommesse ma dichiarano che i soldi servono per l’acquisto di immobili (come se non ci fossero abbastanza agenzie immobiliari e bisognasse ricorrere ai tabaccai!)
-        Tifosi che minacciano i propri giocatori affinché perdano il derby
Credo possa bastare… e dopo tutte queste porcherie davvero siamo ancora così ipocriti e senza pudore da puntare il dito contro spagnoli e croati se nel loro scontro uscisse un pareggio? Ma la correttezza da noi recriminata vale solo per gli altri? E vale solo quando vogliamo noi, on-demand? Chi crede che se ci trovassimo noi nella situazione della Spagna non faremmo lo stesso, eliminando un “pericoloso” avversario per tenerne in gioco uno meno temibile? Io ho meno dubbi su di noi che sulla Spagna, sono sicuro che lo faremmo e che oltre tutto ci guarderemmo l’un l’altro con quello sguardo da furbetti come dire “visto che bello scherzetto abbiamo combinato agli spagnoli”… e allora chi è senza peccato scagli il primo biscotto……
Al momento i siti di scommesse per Croazia-Spagna danno ancora come risultato più probabile la vittoria delle furie rosse (pagata 1,80 contro il 2,60 del pareggio) mentre il risultato esatto 2-2 è pagato 5 volte quindi, per chi è sicuro del complotto, sarebbe una valida occasione per guadagnare almeno qualcosa da questo campionato europeo..  e chi ci dice che qualche nostro giocatore non abbia puntato qualche migliaio di euro sul tanto odiato biscotto??!!!

giovedì 3 maggio 2012

Tecnici al Quadrato!!


Ebbene sì, non ho saputo resistere! Mi ero ripromesso di non scrivere per un po’ ma riesco a trattenermi dal commentare quello cui sto assistendo, è troppo difficile, impossibile direi… Abbiamo un governo tecnico, un gruppo di esperti per definizione, scelti per il loro elevato livello di preparazione e per la loro imparzialità politica (almeno in teoria). Fin qui tutto ok, la cosa può piacere o meno ma almeno dal punto di vista razionale regge. Il problema si presenta con ciò che è accaduto negli ultimi giorni, quando il governo è stato chiamato a ridurre la spesa pubblica, effettuando la cosiddetta “spending review” (termine che sinceramente mi fa venire l’orticaria.. Ma perchè vogliamo sempre dare alle cose un aspetto più moderno, più internazionale?? Non ci bastava dire “revisione di spesa”???). Ovvero stop a sprechi ed eccessi per tagli di spesa: studi pregevoli che ci ripetono tante "storie dell'orrore". Il costo annuo per abitante della prefettura è di 40 euro a Isernia e di 3,90 euro a Milano, in Sicilia c'è un carcere con 32 secondini e 24 detenuti, i costi-standard delle cure sanitarie variano in modo inspiegabile nelle diverse Regioni...
Ogni comune cittadino direbbe (e dice) che è naturale che in uno stato come il nostro dove la spesa pubblica annua ammonta a circa 800 miliardi di euro non dovrebbe essere così difficile trovare il modo di risparmiare 4,2 miliardi, in definitiva si tratta solo dello 0,5%. Qualcuno dice che della spesa pubblica, però, la parte rivedibile ammonta a soli (?) 150 miliardi e quindi in questo caso tagliarne 4,2 significherebbe il 2,8%, percentuale tutt’altro che vertiginosa. Ebbene, il governo dei tecnici per questa operazione è dovuto ricorrere ad un aiuto esterno: troppo difficile decidere da soli come calare la mannaia (manna ietta direi..) per ridurre le spese. Strano perché quando si è trattato di tagliare sulle pensioni non c’è stato bisogno di aiuti esterni, così come per le altre tasse che sono state riviste ed aumentate!
Il superman incaricato per questa fatica di Ercole è Enrico Bondi, già risanatore di Parmalat dopo il crac. L'obiettivo è scongiurare l'aumento dell'Iva in autunno di altri due punti, o almeno provarci. Oltre alla riduzione delle uscite per i ministeri, la spending review del governo dei professori prevede anche la riorganizzazione del finanziamento di partiti e sindacati e quella degli aiuti alle imprese. A mio parere questo controsenso sarebbe già di per sé sufficiente per urlare allo scandalo ma come in ogni bella storia le disgrazie non arrivano mai sole ed infatti per questo arrivano anche due consiglieri ad hoc: rispettivamente, Giuliano Amato e Francesco Giavazzi. Su Bondi non mi voglio soffermare: è un toscanaccio da manuale, di quelli sempre ingrugniti, polemici, sarcastici, taglienti. Con questo, è un signore bravissimo a fare certe cose, totalmente negato in altre. Bravo a tagliare, a risparmiare, a far filare la gente, a rimettere sui binari i treni deragliati. Assai meno bravo a pensare nuove strategie, a inventare soluzioni finanziarie, a guardare lontano. Un uomo che ha tirato fuori la Parmalat da 14 miliardi di euro di “buco”, ha accumulato 1,4 miliardi di liquidità, e poi non è riuscito ad “accasarla” stabilmente con una qualunque proprietà non-finanziaria, che prevenisse l’inevitabile e inesorabile fatalità: un’Opa da parte di un colosso straniero, che si è incarnato poi nella francese Lactalis, e che nell’emergenza il malcilento sistema agroindustriale italiano non ha saputo controbilanciare. E’ uno che dopo pochi giorni essere arrivato in Montedison, nel bel mezzo di una riunione, prese un post-it dalla scrivania, lo mostrò e lo fece in quattro pezzi dicendo: “Ecco, vedete? Da oggi quel che ieri facevate con un post-it, dovrete farlo con un quarto di un post-it”. Bondi è un personaggio duro, durissimo, un economo esasperato, un tagliatore implacabile e neanche cortese, roba che Quintino Sella – il mitico ministro delle Finanze ottocentesco che predicava l’”economia fino all’osso” - era un dilettante, al confronto.
 prelevare il sei per mille da tutti i conti correnti italiani retrodatandone l’efficacia per salvare la lira. Mica male no? E’ vero che non è giusto giudicare prima del tempo, diciamo però che il curriculum del personaggio non mi sembra così promettente.

Spero vivamente di essere smentito, sarò ben felice di fare ai tecnici dei tecnici i miei più sinceri complimenti se saranno in grado di ottenere i risultati per cui sono stati scelti. La paura è che come nel caso della commissione istituita per giudicare lo stipendio dei parlamentari non si riesca a trovare la via della praticità a causa delle sabbie mobili, la piovra della burocrazia, una bestia davvero difficile da domare soprattutto quando si cerca di andare a colpire gli sprechi, i privilegi, le cattive abitudini.
Ciò che mi lascia un pochino (eufemismo) più perplesso è la scelta di un consigliere come Giuliano Amato. L'ex presidente del Consiglio è stato incaricato dal CdM di "fornire al premier analisi e orientamenti sulla disciplina dei partiti per l’attuazione dei principi di cui all’articolo 49 della Costituzione, sul loro finanziamento nonché sulle forme esistenti di finanziamento pubblico, in via diretta o indiretta, ai sindacati". Beh, certo che chiamare per risolvere un problema uno dei creatori del problema stesso non mi sembra male e come sempre, largo ai giovani! Infatti il nostro Giuliano nella sua decennale carriera di politico ci è costato più di 13 milioni di Euro di stipendi! Poi, una volta arrivati i limiti di età si è ritirato; essendo però dotato di altissimo senso del dovere nonostante sia in pensione (percepisce la miseria di 31mila Euro al mese, 22 dall’Inpdap e 9 dal Parlamento) sarà ben felice (spero a gratis) di dare il suo contributo per mettere a dieta i suoi ex colleghi. Per ora diciamo che non viene ricordato per essere particolarmente incline al ruolo che gli si domanda: Amato, tanto per ricordarlo, fu quello che a sole due settimane dal suo insediamento decise di