Per come la sapevo io era il Tom Tom che, grazie una serivizio a pagamento ti forniva i dati relativi al posizionamento degli autovelox. In particolare leggo sul sito ufficiale TomTom: "Un numero sempre maggiore di automobilisti riceve ogni anno multe salate. Ecco perché conoscere il punto in cui sono posizionati gli autovelox non soltanto consente di guidare in modo più sicuro, ma permette anche di risparmiare denaro. Grazie ad Autovelox, riceverai le posizioni degli autovelox fissi e degli autovelox segnalati da altri utenti TomTom. Così potrai guidare in tutta sicurezza e maggiore relax. E spenderai meno denaro in multe per eccesso di velocità".
Bel servizio, dico io, anche perchè per chi come me viaggia parecchio l'autovelox è sicuramente un problema non indifferente sia per l'incolumità della patente sia per il conto in banca!
Il problema è che tutto ciò potrebbe essere utilizzato anche in senso inverso. Come????
La notizia viene dall’Olanda, dal giornale Agemeen Dagblad ed è di quelle che possono far sussultare gli automobilisti (e non solo), soprattutto in tempi come questi in cui grandi aziende come Apple e Google sono nell’occhio del ciclone per l’uso che fanno dei dati raccolti dai propri utenti. Pare che in Olanda la Polizia Stradale abbia trovato un metodo efficente per posizionare i propri autovelox acquistando i dati sul traffico dalla stessa società che produce il noto navigatore satellitare TomTom.
Il meccanismo è abbastanza semplice: TomTom propone ai propri clienti di inviare in forma assolutamente anonima i dati di percorrenza dei propri viaggi (cosa che avviene in tempo reale con i modelli della serie Live) in modo da poter fornire in cambio previsioni precise sul traffico ed eventuali imbottigliamenti . Ovviamente non sono dati carpiti; il cliente deve dare le propria autorizzazione, cosa che generalmente viene data volentieri perché avere informazioni tempestive su code, incidenti e strade affollate fa comodo a tutti.
Nella richiesta di autorizzazione si spiega che le informazioni sarebbero state utilizzate o cedute per fini diversi da quelli legati alla fornitura del servizio e viene specificato che i dati vengono forniti anche alle autorità per permettere un'analisi accurata in vista di provvedimenti per migliorare la viabilità. Quello che non si poteva immaginare è che tra gli scopi di questa distribuzione di dati sensibili ci fosse anche la vendita alla Polizia - olandese in questo caso, ma non si sa se questo avvenga anche in altri Paesi - che può così scegliere a colpo sicuro le location migliori per nascondere gli autovelox! TomTom ammette l'accaduto. Il suo Ceo, Harold Goddjin, chiede scusa e afferma che non poteva prevedere questo tipo di utilizzo dei dati da parte del governo. Nello stesso tempo assicura che d'ora in poi gli automobilisti verranno meglio informati sull'uso dei dati che vorranno eventualmente mettere a disposizione. C'è da dire che in Olanda non è illegale la vendita di dati alla polizia ma questa faccenda ha evidenziato un problema legato alla protezione della privacy degli automobilisti e per questo motivo ora la licenza d'uso del TomTom è stata opportunamente modificata per evitare ulteriori polemiche e problemi.











