martedì 26 aprile 2011

Gheddafi-Moratti-Sardegna-Italia

Partiamo dall'ultima notizia: la Libia avrebbe importato carburante dall'italiana Saras (di proprietà della famiglia Moratti) nei primi giorni di aprile, approfittando di una scappatoia nelle sanzioni delle Nazioni Unite. E' quanto afferma l'emittente araba Al Jazeera, citando fonti Reuters. Il cargo sarebbe passato prima per la Tunisia e poi si sarebbe diretto in Libia. La nave cisterna Valle di Navarra sarebbe arrivata nel porto tunisino di La Skhira il 3 aprile e poi avrebbe trasferito il suo cargo sulla nave libica Anwaar Libya per destinarlo infine alle forze di Gheddafi. 
Saras non ha commentato. In base alle sanzioni Onu contro il governo di Gheddafi, la spedizione è legale perché l'acquirente, la compagnia libica General National Maritime Transport Company (Gnmtc), proprietaria della Anwaar Libya, non rientra nella lista nera dell'Onu.
Si pensa che la Gnmtc sia controllata da Hannibal, il figlio di Muammar Gheddafi, che invece è nella lista degli individui colpiti da sanzioni, tra cui divieto di viaggio e congelamento di asset. Fare affari con la Gnmtc è legale finché non ci siano prove che Anibal Gheddafi tragga beneficio da queste transazioni. L'importanza di Muammar Gheddafi in Sardegna è molto rilevante se si va a Sarroch, periferia di Cagliari, e si bussa alla Saras della famiglia Moratti visto che il 40 per cento dei 13 milioni di tonnellate di greggio che vengono lavorati in Sardegna, arriva proprio dalla Libia.
Quello di Gheddafi con la Sardegna è un legame che va indietro col tempo e cioè da quando i figli del Rais hanno iniziato a frequentarla assiduamente. In Sardegna i Gheddafini sono arrivati nel 1994, accompagnati fin d'allora da Marta Marzotto, che nel corso degli anni è sempre stata al fianco della famiglia del Colonnello: «Al Saadi è un ragazzo simpatico, dolcissimo, per niente arrogante. Essere ricco, possedere macchine e panfili non é un peccato. Forse scatena la gelosia, come in questo caso», sosteneva la contessa. I più discreti erano Seif, il figlio pittore, e Aisha, raramente vista fuori dalla sontuosa villa sul mare. Invece Anibal, "il capitano" - un debole per gli yacht e le crociere - in Costa Smeralda ha sempre alternato il suo panfilo chilometrico alle scorribande automobilistiche, durante le quali confondeva le strade di Porto Cervo con quelle di un Gran Premio di Formula Uno. Anche Moutassem ("il dottore" che alla professione medica ha preferito dedicarsi alla cura degli investimenti finanziari) e Al Saadi (bidone del calcio che ha giocato nel Perugia, Udinese e Sampdoria) si sono fatti notare per spese folli e notti brave in discoteca a base di cocktail, risse con i buttafuori e scorribande con auto sportive.
La ciliegina sulla torta, non si capisce bene se per i meriti come statista o per come ha cresciuto i figli, la voleva mettere la Facoltà di Giurisprudenza di Sassari con la proposta di una laurea honoris causa al Colonnello. La proposta viene difesa dal preside Giovanni Lobrano e approvata dal consiglio di facoltà. Per fortuna poi la proposta della laurea honoris causa si è arenata a causa del cambio del rettore e per diverse raccolte di firme contrarie al riconoscimento.

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