giovedì 3 maggio 2012

Tecnici al Quadrato!!


Ebbene sì, non ho saputo resistere! Mi ero ripromesso di non scrivere per un po’ ma riesco a trattenermi dal commentare quello cui sto assistendo, è troppo difficile, impossibile direi… Abbiamo un governo tecnico, un gruppo di esperti per definizione, scelti per il loro elevato livello di preparazione e per la loro imparzialità politica (almeno in teoria). Fin qui tutto ok, la cosa può piacere o meno ma almeno dal punto di vista razionale regge. Il problema si presenta con ciò che è accaduto negli ultimi giorni, quando il governo è stato chiamato a ridurre la spesa pubblica, effettuando la cosiddetta “spending review” (termine che sinceramente mi fa venire l’orticaria.. Ma perchè vogliamo sempre dare alle cose un aspetto più moderno, più internazionale?? Non ci bastava dire “revisione di spesa”???). Ovvero stop a sprechi ed eccessi per tagli di spesa: studi pregevoli che ci ripetono tante "storie dell'orrore". Il costo annuo per abitante della prefettura è di 40 euro a Isernia e di 3,90 euro a Milano, in Sicilia c'è un carcere con 32 secondini e 24 detenuti, i costi-standard delle cure sanitarie variano in modo inspiegabile nelle diverse Regioni...
Ogni comune cittadino direbbe (e dice) che è naturale che in uno stato come il nostro dove la spesa pubblica annua ammonta a circa 800 miliardi di euro non dovrebbe essere così difficile trovare il modo di risparmiare 4,2 miliardi, in definitiva si tratta solo dello 0,5%. Qualcuno dice che della spesa pubblica, però, la parte rivedibile ammonta a soli (?) 150 miliardi e quindi in questo caso tagliarne 4,2 significherebbe il 2,8%, percentuale tutt’altro che vertiginosa. Ebbene, il governo dei tecnici per questa operazione è dovuto ricorrere ad un aiuto esterno: troppo difficile decidere da soli come calare la mannaia (manna ietta direi..) per ridurre le spese. Strano perché quando si è trattato di tagliare sulle pensioni non c’è stato bisogno di aiuti esterni, così come per le altre tasse che sono state riviste ed aumentate!
Il superman incaricato per questa fatica di Ercole è Enrico Bondi, già risanatore di Parmalat dopo il crac. L'obiettivo è scongiurare l'aumento dell'Iva in autunno di altri due punti, o almeno provarci. Oltre alla riduzione delle uscite per i ministeri, la spending review del governo dei professori prevede anche la riorganizzazione del finanziamento di partiti e sindacati e quella degli aiuti alle imprese. A mio parere questo controsenso sarebbe già di per sé sufficiente per urlare allo scandalo ma come in ogni bella storia le disgrazie non arrivano mai sole ed infatti per questo arrivano anche due consiglieri ad hoc: rispettivamente, Giuliano Amato e Francesco Giavazzi. Su Bondi non mi voglio soffermare: è un toscanaccio da manuale, di quelli sempre ingrugniti, polemici, sarcastici, taglienti. Con questo, è un signore bravissimo a fare certe cose, totalmente negato in altre. Bravo a tagliare, a risparmiare, a far filare la gente, a rimettere sui binari i treni deragliati. Assai meno bravo a pensare nuove strategie, a inventare soluzioni finanziarie, a guardare lontano. Un uomo che ha tirato fuori la Parmalat da 14 miliardi di euro di “buco”, ha accumulato 1,4 miliardi di liquidità, e poi non è riuscito ad “accasarla” stabilmente con una qualunque proprietà non-finanziaria, che prevenisse l’inevitabile e inesorabile fatalità: un’Opa da parte di un colosso straniero, che si è incarnato poi nella francese Lactalis, e che nell’emergenza il malcilento sistema agroindustriale italiano non ha saputo controbilanciare. E’ uno che dopo pochi giorni essere arrivato in Montedison, nel bel mezzo di una riunione, prese un post-it dalla scrivania, lo mostrò e lo fece in quattro pezzi dicendo: “Ecco, vedete? Da oggi quel che ieri facevate con un post-it, dovrete farlo con un quarto di un post-it”. Bondi è un personaggio duro, durissimo, un economo esasperato, un tagliatore implacabile e neanche cortese, roba che Quintino Sella – il mitico ministro delle Finanze ottocentesco che predicava l’”economia fino all’osso” - era un dilettante, al confronto.
 prelevare il sei per mille da tutti i conti correnti italiani retrodatandone l’efficacia per salvare la lira. Mica male no? E’ vero che non è giusto giudicare prima del tempo, diciamo però che il curriculum del personaggio non mi sembra così promettente.

Spero vivamente di essere smentito, sarò ben felice di fare ai tecnici dei tecnici i miei più sinceri complimenti se saranno in grado di ottenere i risultati per cui sono stati scelti. La paura è che come nel caso della commissione istituita per giudicare lo stipendio dei parlamentari non si riesca a trovare la via della praticità a causa delle sabbie mobili, la piovra della burocrazia, una bestia davvero difficile da domare soprattutto quando si cerca di andare a colpire gli sprechi, i privilegi, le cattive abitudini.
Ciò che mi lascia un pochino (eufemismo) più perplesso è la scelta di un consigliere come Giuliano Amato. L'ex presidente del Consiglio è stato incaricato dal CdM di "fornire al premier analisi e orientamenti sulla disciplina dei partiti per l’attuazione dei principi di cui all’articolo 49 della Costituzione, sul loro finanziamento nonché sulle forme esistenti di finanziamento pubblico, in via diretta o indiretta, ai sindacati". Beh, certo che chiamare per risolvere un problema uno dei creatori del problema stesso non mi sembra male e come sempre, largo ai giovani! Infatti il nostro Giuliano nella sua decennale carriera di politico ci è costato più di 13 milioni di Euro di stipendi! Poi, una volta arrivati i limiti di età si è ritirato; essendo però dotato di altissimo senso del dovere nonostante sia in pensione (percepisce la miseria di 31mila Euro al mese, 22 dall’Inpdap e 9 dal Parlamento) sarà ben felice (spero a gratis) di dare il suo contributo per mettere a dieta i suoi ex colleghi. Per ora diciamo che non viene ricordato per essere particolarmente incline al ruolo che gli si domanda: Amato, tanto per ricordarlo, fu quello che a sole due settimane dal suo insediamento decise di


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