lunedì 2 maggio 2011

La foto di Osama è falsa.. e il resto delle notizie??!?

E’ falsa la foto di Bin Laden morto diffusa da questa mattina su tutte le tv e i siti web alla notizia dell’uccisione del leader di Al Qaeda in un blitz dei Navy Seals americani scattato nella notte. La conferma della ‘bufala’ arrivata dalla tv pakistana che per prima l’ha trasmessa: verificato il fatto che si tratta di una rielaborazione grafica che circolava sul web già da anni, la rete tv l’ha ritirata (da notare che la foto non è stata trasmessa dalle reti Usa).
La foto è online dal 23 settembre 2006 e il sito peacereporter.net ne chiarisce le origini: il file ‘originale’ è contenuto da anni nel sito unconfirmedsources col titolo di ‘20060923-torturedosama.jpg’, ovvero ‘Osama torturato’. E’ stata ottenuta rielaborando una foto del 1998 con alcuni accorgimenti semplici da fare con un qualsiasi programma di fotoritocco: dallo slittamento dell’immagine alla variazione dell’opacità, il tutto condito con effetti che rendono il volto sanguinante e tumefatto.
Ora si attendono le foto ufficiali, sebbene la CNN parli di un cadavere già gettato in mare. Siamo perplessi: vuoi che non vengano diffuse prima o poi dalle autorità militare Usa ‘inconfutabili’ foto di Bin Laden morto???
Perchè io mi chiedo: ma perchè ogni volta che potrebbe essere tolto ogni possibile dubbio si fa di tutto per agire in modo che i più scettici possano continuare ad esprimere i loro dubbi?? Cosa non torna nella notizia della morte di Bin Laden???
1 - La foto. Di questo ho già detto, accettiamo la giustificazione della "svista" da parte di Geo TV, la tv pakistana che a causa del
2 - Il blitz. Sarebbero state le forze speciali americane, le Navy Seals, con una operazione durata poco più di mezz’ora, che ha visto l’impiego di elicotteri e una dozzina di uomini ad uccidere Bin Laden ed a mettere a ferro e a fuoco la sua residenza. L’obiettivo, in un luogo incredibile: una villa da un milione di dollari, circondata da alte mura a poche decine di metri da una caserma pachistana e a poche decine di chilometri dalla capitale Islamabad. “La priorità 1” - come Obama ha definito Bin Laden - viveva in quella villa, nella cittadina di Abbotabad, con l’ultima moglie, figli e guardie del corpo. Dunque non una caverna irraggiungibile, sperduta nel paesaggio lunare sul confine tra il Pakistan e l’Afganistan - come si è sempre lasciato intendere.
3 - La conference call. In una comunicazione telefonica domenica sera, un esponente dello staff di Obama, ad operazione compiuta, ha smentito categoricamente ai giornalisti che il blitz sia stato effettuato con la partecipazione dell’Isi, l’agenzia dei servizi pachistani. Anzi, è stato specificato: “No other country was informed”, nessun altro paese era informato. Una scelta dettata dalla delicatezza dell’operazione o cosa? Mancanza di fiducia verso i pachistani? Ma come hanno potuto gli elicotteri americani attraversare il cielo pachistano, senza una copertura?
4 - Il corpo. Le prime notizie sul cadavere di Bin Laden hanno parlato di un trasferimento del corpo alla base Usa di Bagram, a Nord di Kabul. Poi la Cnn, senza che la notizia venisse smentita per ore, ha reso noto che quel corpo sarebbe stato bruciato e i resti buttati in mare, secondo una presunta tradizione islamica. Tradizione islamica? Le parole del Profeta dicono : “siete della terra e alla terra tornate”. Il corpo di un defunto, anche in combattimento, deve essere possibilmente lavato e avvolto nel “kafan” il sudario bianco, legato dalla testa ai piedi e dunque sepolto nella nuda terra con il capo rivolto verso la Mecca. Al momento, di quel corpo non c’è traccia – salvo immagini che girano sulla rete relative all’interno della villa del blitz, con evidenti tracce di sangue 
Non si può non credere alle parole del Presidente Obama, anche perché qualora fosse un’incredibile montatura, per la Casa Bianca sarebbe una catastrofe, senza appello. E dalla Cia, arriva forte la preoccupazione di un attentato di risposta, organizzato da Al Qaida. Tante tuttavia le ombre e le incongruenze, che per una notizia come questa andavano evitate.

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