lunedì 6 giugno 2011

Da adesso lavoriamo per noi!!!

Vorrei istituire una nuova festività: c'è un giorno "tutto italiano" che dovrebbe essere festeggiato dai lavoratori quanto il primo Maggio, anche se "in economia" visti i tempi e la pressione fiscale. Si tratta del cosiddetto "Tax Freedom Day", caro agli anglosassoni, ovvero il giorno in cui "si inizia a lavorare per sé" e non per le tasse.
Io festeggio oggi (ieri era domenica), il tax freedom day: da oggi inizio a lavorare per me stesso e non per lo Stato. Per meglio dire, dall’inizio dell’anno fino al 4 Giugno ho lavorato per pagare le imposte, dal 5 Giugno fino alla fine dell’anno lavorerò finalmente per la mia sopravvivenza e per il mio patrimonio (e per pagare i debiti!).
Se ci sia da festeggiare o meno decidete voi, dipende un po’ anche dalle vostre inclinazioni, dalla tendenza a guardare, se siete ottimisti, al portafoglio mezzo pieno della metà dell’anno che vi attende, o, se siete più disincantati, al portafoglio mezzo vuoto della metà dell’anno trascorso.
Chiaramente il Tax Freedom Day è una "ricorrenza" variabile, visto che questa giornata si "sposta" nel calendario, ma è rarissimo che retroceda anche di un solo giorno (teniamo conto che nel 1980 era il 26 Aprile). Quest'anno l'Italia lo ha festeggiato ieri, Domenica 5 Giugno. Secondo i calcoli della CGIA di Mestre ad un italiano "onesto" servono ormai ben 155 giorni di lavoro per pagare le tasse. Lavorare sino al 4 giugno per lo Stato ci dà l'idea di quanto eccessivo sia il nostro fisco. Ormai sui contribuenti (onesti) grava una pressione fiscale che arriva a toccare il 51-52%, un carico che non ha eguali in Europa. Solo la Svezia e la Danimarca hanno un livello di tassazione superiore al nostro.
L'immagine annessa dà l'idea della percezione che io ho del mio lavoro fino al 4 Giugno. La pressione fiscale alta è una cosa, ma se almeno si percepisse un vero servizio in cambio di tutto quanto paghiamo sarebbe più facile accettare la situazione...

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